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| .: SANREMO |
Sanremo (o San Remo, anticamente Villa Matutiæ) è un
comune di 57.120 abitanti della provincia di Imperia. Attualmente
è la quarta città ligure per il numero della popolazione, preceduta
da Genova, La Spezia, Savona.
Per tradizione, vi sono tre diverse modalità di indicare gli
abitanti della città: i sanremaschi sono coloro che da generazioni
sono nati e vissuti a Sanremo; i sanremesi, coloro che risiedono
o sono nati in città ma che hanno origini forestiere; infine matuziani,
usato più raramente e spesso in senso lato, raccoglie nella globalità
gli abitanti della città dei fiori.
È una nota località turistica, conosciuta soprattutto - oltre
che per la coltivazione di fiori, da cui l'epiteto di Città dei
Fiori - per l'ospitare il Festival della Canzone Italiana, il rally
di automobilismo, l'arrivo di una classica del ciclismo, la Milano-Sanremo,
ed essere sede di un Casinò, uno dei quattro in Italia. Dista dal
capoluogo circa 24 km.
La posizione geografica, in una insenatura riparata dalle
montagne, è la principale causa del rinomato clima mite della città,
che la rende mèta di soggiorni sia estivi, sia invernali, anche
curativi.
Il Sindaco Claudio Borea (titolo di studio: laurea in economia
e commercio; professione: imprenditore) è stato eletto nel 2004,
sostenuto da una coalizione di centro-sinistra.
La città è stata fondata a ridosso di due dorsali montuose,
che si originano nel Monte Bignone (1299 m) e procedono fino al
mare: ad est, verso il promontorio di Capo Verde (sormontato da
un importante faro della Marina), ed ad ovest fino a Caponero. Proprio
la conformazione delle due dorsali, unita alla componente boschiva
prevalentemente a castagno, ed agli effetti mitigatori del mare,
consente alla città di godere di un clima molto mite durante tutto
l'anno che sembra non conoscere il succedersi delle stagioni in
una costante alternanza di giornate calde e notti fresche.
L'originario nucleo abitativo, la Pigna, è adagiato sulle
pareti di una collina-promontorio sovrastata dalla Chiesa della
Madonna della Costa, e lambito dai torrenti San Francesco e San
Romolo. A levante, il torrente San Martino ed a ponente il torrente
Foce danno il nome alle relative zone est ed ovest della città.
La prima fascia dell'entroterra, a ridosso della città, è
abbondantemente ammantata di serre e coltivazioni di fiori, stanti
a ricordare il ruolo importantissimo della floricoltura nell'economia
cittadina. Alcuni oliveti e resti di coltivazioni a terrazza, oramai
quasi completamente abbandonate, costellano le campagne e le scoscese
colline circostanti.

Le frazioni dell'entroterra boschivo distano pochi chilometri
dal centro città, tanto che durante l'estate è consuetudine, da
parte dei Sanremesi, fare le "gite fuori porta" tra i freschi boschi
di castagno nella frazione di San Romolo, edificata intorno ad un
prato da anni mèta di giochi di bimbi, o tra i pascoli della arieggiata
vetta del Monte Bignone, da cui è possibile godere della vista da
Saint-Tropez ad Albenga, e in giornate terse, fino alla Corsica.
La fascia boschiva dell'entroterra è stata recentemente inserita
nel "Parco Naturale di San Romolo-Monte Bignone": un'area di circa
700 ettari, ricca di fauna e vegetazione, nella quale si intrecciano
fittamente sentieri e mulattiere di enorme interesse storico e paesaggistico.
I due promontori ad est e ad ovest di Sanremo ospitano rispettivamente
le frazioni di Poggio e di Coldirodi: la prima, nota per rappresentare
l'ultimo tratto in salita della Milano-Sanremo, la seconda sede
dell'importante Pinacoteca Rambaldi.
Dal punto di vista amministrativo, la città si estende ad
est oltre il Capo Verde. Qui si trova la frazione di Bussana, la
più popolosa del Comune, che è stata edificata ex-novo dopo che
il terremoto del 1887 distrusse il più interno centro abitato originario,
oggi Bussana Vecchia. Tale diroccato paesino rimase abbandonato
fino a metà degli anni '60, quando artisti da tutto il mondo decisero
di ripopolarlo, riportando le costruzioni in pietra alla loro struttura
originale. Unico nel suo genere, oggi è un laboratorio d'arte a
cielo aperto, un frammento di vita e cultura rurale e contadina
di fine '800 estremamente suggestivo.
Alla città è stata conferita nel 2006 la Bandiera Blu per
la qualità dei servizi del porto turistico (Portosole di Sanremo). |
| .: STORIA |
 Sanremo
presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti, come testimoniato
dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico. Tuttavia è dall'epoca
romana che la città comincia a svilupparsi come insediamento significativo.
Viene quindi fondata in epoca romana lungo la Via Julia Augusta,
ed intitolata probabilmente a Caio Matucio, che intorno all'oppidum
primitivo, rilevato nelle vicinanze dell'attuale Casino, costruì
una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe l'abitato detto Villa
Matuciana. Un'altra interpretazione fa riferimento alla divinità
di origine asiatica Mater Matuta, dea dell'Aurora, mutato quindi
in Matutia e quindi Villa Matutiæ.
Quale che ne sia l'origine, tuttavia è certo che, dopo la
conversione della popolazione al Cristianesimo da parte del beato
Orsmida e dall'eremita San Romolo, nel IX secolo la città fu oggetto
di attacchi continui da parte di pirati saraceni, che costrinsero
la popolazione a rifugiarsi sui monti. Passato tale periodo di devastazioni,
il borgo primitivo venne rifondato sulla costa, nell'attuale zona
di San Siro e della Pigna (così detta per la forma "ad avvolgimento"
con cui venne costruita per motivi difensivi), circondato da mura
e difeso da un castello, e quindi dedicato a San Romolo. La città
appartenne prima alla Diocesi di Albenga-Imperia, quindi ai conti
di Ventimiglia, ed infine passò sotto il controllo dei vescovi di
Genova.
Nel 1297 Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi
di Oberto Doria e Giorgio De Mari; nel 1361 passò sotto la Repubblica
di Genova, fin quando nel 1367 la popolazione fece una colletta
per riscattarsi e diventare libero comune, sempre sotto la protezione
di Genova ma con proprio statuto.
Nel XVI secolo ricominciarono le invasioni saracene, tra cui
quelle del pirata Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò la città.
Per quasi due secoli rimase sotto il protettorato genovese,
ma nel 1745 fu bombardata dal mare dagli Inglesi, ed infine entrò
in contrasto con Genova, che nel 1753 represse duramente la rivolta.
In quell'occasione Genova edificò il forte di Santa Tecla nei pressi
del porto, utilizzato poi come carcere fino al 1997.
Le truppe napoleoniche, nel 1794, occuparono la città che
divenne capoluogo della giurisdizione delle Palme, e dopo la restaurazione
dei Savoia (1814) venne annessa al Regno di Sardegna. Da quel momento
la città inizia a crescere dal punto di vista turistico: nel 1864
la zarina Maria Aleksandrovna per prima scelse Sanremo per "svernare",
aprendo la strada al turismo elitario della nobiltà russa, attratto
dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. In questo periodo vengono
edificati mirabili edifici e ville, principalmente in stile liberty,
per l'aristocrazia europea che diventa semi-stanziale nella cittadina.
Sempre a fine '800 la cittadina vede il passaggio dall'agricoltura
basata sugli agrumeti, molto fiorente, alla floricoltura.
 Ai primi
del '900 cominciano a sorgere le strutture di intrattenimento più
qualificate: il Casinò, il campo golf, la funivia Sanremo-Monte
Bignone, all'epoca la più lunga del mondo, l'ippodromo, lo stadio,
eccetera. Al termine della Prima Guerra Mondiale Sanremo venne scelta
per la Conferenza Internazionale degli Stretti, con cui venne discussa,
tra gli Alleati, la redistribuzione delle terre dell'ex Impero Ottomano,
tra cui la Palestina (assegnata alla Gran Bretagna), la Siria, Cicilia
e Libano (alla Francia).
Tra le due guerre il turismo elitario scompare, e la città
continua ad incrementare le proprie strutture ricettive da un lato,
e l'economia basata sulla floricoltura dall'altro. Con la fine della
Seconda Guerra Mondiale la città vede l'incremento del nuovo turismo
di massa, che vede spostati i periodi di soggiorno dall'inverno
all'estate. Questa enorme crescita economica, e le grandi opportunità
di lavoro nella floricoltura, attirano soprattutto dall'Abruzzo
tantissimi lavoratori, che di fatto hanno contribuito in maniera
notevole ad accrescere la città. Le attività ludiche e ricreative
per il nuovo tipo di esigenze crescono di pari passo con la speculazione
edilizia degli anni '60 e '70 che ha visto una trasformazione tutt'altro
che positiva in molte parti della città: la cementificazione selvaggia
ha di fatto impedito uno sviluppo armonico del centro urbano, divenuto
nel frattempo sempre più popoloso e caotico.
La nascita del nuovo porto turistico, Portosole,alla fine
degli anni '70, consolida il ruolo turistico della città, sempre
più fulcro dell'economia cittadina. Da allora ha preso inizio, complice
una diversa sensibilità ambientale generalizzata, una riqualificazione
delle aree meno curate della città, ed un nuovo piano regolatore
pone un freno alla cementificazione selvaggia.
Attualmente la città sta attraversando un periodo di riqualificazione
generalizzata, nel tentativo di contribuire in qualche modo a contrastare
una lenta decrescita del turismo iniziata alla metà degli anni '90
e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo "mordi
e fuggi", ma anche da un punto di vista culturale, storico, paesaggistico.
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